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(Press Kit - Comunicato stampa)
The Missing Generation: al via la caccia al tesoro per digitalizzare gli Over 75
The Missing Generation è la campagna di comunicazione ideata da due studenti della Scuola Holden per coinvolgere i giovani sul problema della digitalizzazione degli anziani
Sono già online, su Instagram e Facebook, i profili della casa di riposo immaginaria “Villa Holden”, dal quale gli autori di questa campagna di comunicazione per il sociale lanceranno la loro “caccia al tesoro” digitale. Il gioco, che nel gergo tecnico è definito Alternate Reality Game (ARG), comincerà il 10 giugno direttamente dal palco degli Opening Doors della Scuola Holden di Torino.
La campagna mira ad attivare un vero e proprio scambio intergenerazionale, sull’assunto che gli anziani hanno bisogno di internet ma soprattutto: internet ha bisogno degli anziani.
La campagna ARG durerà dieci giorni, e vedrà i follower della finta casa di riposo esaudire le richieste di digitalizzazione della “Missing Generation”: un’allegra banda di vecchietti “evasi” dalla casa di riposo immaginaria. Le sfide saranno varie: dalla “mappa dell’Internet” ai trucchetti per evitare le truffe. A ogni prova completata gli anziani daranno un pezzettino della loro saggezza: dal segreto della felicità alle istruzioni per attaccare una mensola.
Sia queste pillole di saggezza, sia le richieste degli “evasi” si baseranno sulle vere interviste raccolte dai due autori della campagna, gli studenti della Scuola Holden, Simone Aragona e Ottavia Guidarini agli anziani dell’UniTre, l’Università della terza età di Grugliasco.
La campagna culminerà con un evento finale in stile Hackathon, dove i follower più attivi incontreranno gli anziani e le loro richieste, per creare uno strumento progettato dal basso in grado di attivare luoghi permanenti di scambio intergenerazionale online.
L’appuntamento è quindi per il 10 giugno e il profilo da seguire è quello della, finta, casa di riposo Villa Holden.
Ci sono le interviste agli studenti dell’Unitre di Grugliasco, alla base del gioco ideato da Simone Aragona e Ottavia Guidarini, studenti della scuola Holden, per lanciare la campagna di comunicazione di Facebook e Instagram con l’obiettivo ambizioso di arrivare alla creazione di una piattaforma permanente di scambio intergenerazionale online. Il gioco, in gergo è definitivo “ARG”, ossia Alternate Reality Game, parte oggi, 10 giugno 2021, si svolge ai seguenti link https://www.facebook.com/villa.holden e hattps://www.instagram.com/villa.holden/ e si basa appunto sulle interviste raccolte dai due studenti alle persone incontrate all’Unitre grugliaschese. Argomenti sono stati le difficoltà che gli over 64 incontrano approcciandosi a internet e sulle pillole di saggezza da trasmettere alle persone digitalizzate, trattandosi appunto di uno scambio intergenerazionale.
 
«Siamo stati ospiti dell’Unitre per il nostro progetto finale alla Scuola Holden di Torino – raccontano Ottavia e Smone – Siamo stati accolti da Gisella, la direttrice, che fin da subito si è messa a nostra disposizione, con tutta la sua energia e il suo entusiasmo. Abbiamo conosciuto tanti studenti dell’università e le collaboratrici di Gisella e abbiamo trovato disponibilità, un’apertura e una gentilezza davvero inaspettate. Siamo rimasti molto colpiti dalla quantità di testimonianze interessanti che siamo riusciti a raccogliere con le interviste».
 
 
Il gioco comincia oggi e si concluderà tra circa due settimane: «Culminerà con un evento con cui speriamo di riunire giovani e over64 per progettare, tutti insieme, una piattaforma che permetta lo scambio intergenerazionale online».

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Vi ricordate le fiabe della nostra infanzia? Iniziavano e terminavano con " C'era una volta.......E vissero tutti felici e contenti "
Anche nelle aule dell'Unitre  di Grugliasco  si è vissuta una splendida fiaba, nonostante le difficoltà di quest'anno di pandemia.
Ci sono, infatti, un Corso, che si chiama Storia delle Religioni, ed un'insegnante, di nome Francesca De Luca, che hanno fatto vivere una fiaba a tutti gli iscritti avvolgendoli in un mondo di magica serenità.
E come è stato possibile? Perchè la professoressa non li ha mai lasciati soli, ha lavorato ugualmente per loro e con loro durante tutti i mesi della pandemia, usando ogni mezzo a disposizione: mail, WathsApp, il vecchio e caro telefono...
Quotidianamente, o quasi, ha tenuto le sue lezioni agganciandosi al Santo del giorno oppure ad ogni avvenimento che riguardasse una delle Religioni che da tanti anni sono l'oggetto della sua programmazione didattica.
Ma non solo: ha organizzato una raccolta di "Ricette dell'Unitre al tempo del Coronavirus" che ha visto la partecipazione di molti iscritti e che ha prodotto la pubblicazione di un libretto ricchissimo di squisitezze e di allegria.
E non è ancora finita: con alcuni dei suoi allievi, soprattutto quelli di età più avanzata, ha partecipato al Concorso indetto dall'Unitre e dedicato ad arti varie, Concorso che è stato veramente un fiore all'occhiello dell'Associazione in un periodo così difficile per ogni  tipo di esternazione artistica. E' nata così una raccolta di esperienze raccontate dai " ragazzi di ieri" che hanno espresso, con parole semplici, lo stato d'animo con cui hanno affrontato le difficoltà di un periodo di isolamento e solitudine.
Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, ne è scaturito un quadro di persone concrete, tenaci, dolcissime e sempre serene, in grado di offrire un esempio immenso di resilienza a tutti, soprattutto ai più giovani.
Ed è così che gli allievi della professoressa De Luca sono vissuti felici e contenti, anche in questo periodo difficile.
Grazie alla sua professionalità e competenza, ma soprattutto alla sua grandissima umanità, l'Unitre è andata avanti ed è pronta a nuove sfide.


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SOLO PER CHI SA ASCOLTARE

Vi racconto la filosofia di vita dei “ragazzi di ieri”, creature dolci, discrete, fragili, assuefatte per lo più ad abitare il silenzio. Al tempo del Coronavirus sono stati isolati nelle loro case, lontano da figli, nipoti, conoscenti, senza abbracci, senza una stretta di mano e senza il piacevole incontro con gli amici dell’Unitre.
Vi racconto le loro parole, i loro gesti, i loro silenzi, come li hanno raccontati a me al telefono, quando li ho contattati per avere loro notizie nel bel mezzo dell’epidemia e del “io resto a casa”.
Disposta ad un paziente ascolto, lascio fluire il loro dire e il loro fare e così vi racconto di…  

… Angiola che mi comunica di essere una dormigliona e che la giornata passa in fretta. Rassettata la casa, non deve preparare i pasti perché va sempre dalla figlia che abita sullo stesso pianerottolo. Al pomeriggio guarda la TV e “fa tanta preghiera” e in questi tempi ce n’è bisogno. Sente la mancanza degli appuntamenti con l’Unitre, ma aggiunge subito che si deve restare a casa e che sarà bello incontrarci.

… Anna che non si sente sola perché ha vicino i suoi affetti più cari. Ha sempre qualcosa da fare: leggere, ricamare, preparare manicaretti per la figlia e i nipoti.

… Annina che traffica tutto il giorno. Anche lei legge, cucina, riprende vecchi lavori e ha messo in moto la sua macchina da cucire, una Necchi, comprata con quarantamila lire in via Roma, a Torino. Ha appena finito di leggere una rivista, portata dal figlio, su cui ha trovato tante notizie su papa Sisto V e attende la ripresa delle lezioni all’ Unitre per riferire il tutto.

… Antonietta che si trova in solitudine, anche se non le mancano gli affetti dei figli. Guarda la TV per essere informata e legge tanto anche se la vista le procura fastidio. Il 25 Aprile le ha fatto ricordare la guerra e i bombardamenti. Mi invia un abbraccio simbolico.

… Antonio che mi dice che lo squillo del telefono rompe un grande silenzio. Lui ha una bella famiglia e non si sente solo. Vive nei ricordi dell’amore. Ha il giardino e guarda lo sbocciare dei fiori e in questi giorni ha scoperto che gli uccellini non hanno più paura dell’uomo.

… Dina -soprannominata “talpa” dalla sua amica Rosetta- con piacere sente la mia voce al telefono… Le fa compagnia la musica, le piace l’opera lirica… un sogno di gioventù.

… Edda, a lei non pesa il tempo di clausura in casa, continua a pensare positivamente e si rende conto che bisogna seguire le regole del distanziamento sociale. Guarda poco la TV e legge molto. Quando è possibile, prende il sole sul balcone per la vitamina ”D”. Mi ricorda che questa quarantena le riporta alla mente la guerra che lei ha vissuto, ma con la differenza che allora c’era un nemico da combattere, ben visibile.

… Giuseppina…  la sua giornata è scandita dalla preghiera e inizia con la messa mattutina del Papa a Santa Marta. Lei legge “La Stampa” da cima a fondo e lavora con l’uncinetto. Quando c’è il sole va sul balcone, si gode i suoi bei fiori e da lì guarda i pullman che passano e sono vuoti. Conclude la sua giornata con la lettura di un buon libro fino a notte fonda.

… Pierantonio a cui pesa la solitudine e così, nei momenti più tristi, dipinge ed esprime i suoi sentimenti.

… Renata che mi sottolinea come passa in fretta la sua giornata tra la lettura, il cruciverba, la preparazione dei pasti, l’ascolto della musica lirica e l’innaffiatura dei fiori del suo giardino. È particolarmente dispiaciuta perché in questo periodo di isolamento non può scambiare il giornale con la sua amica “lazzarona” e si rattrista quando sente le notizie della morte di giovani portati via dal temibile Coronavirus.

… Rosetta, sempre in movimento, occupata nei lavori di casa e nella ginnastica. Il nipote le porta la spesa. Lei guarda la TV solo quando trasmette il telegiornale. La giornata passa serena e così non pensa alla quarantena.

Vorrei che i nostri nonni raccontassero ancora… il dialogo ravviva la mente…  e loro possono ispirare i giovani a correre avanti, verso il domani cercando di cucire il futuro al passato.

In questo momento di eccezionalità, riscoprire l’universo della terza età, fatto di silenzi, di frammenti di quotidianità, ma soprattutto di solitudine, mi spinge a fare la promessa di ritrovare il tempo per preservare la loro saggezza e per dare importanza agli attimi della vita che sto vivendo. Tutti quanti mi fanno capire che la vita è bella perché si vive.

Tutti mi commuovono, mi offrono l’opportunità per ripensare ad un ritorno al mio mondo del dopo Coronavirus con più coraggio, con più fiducia. Dunque, salto dentro all’esistenza ora, ed accetto il mistero della vita perché la vita è molto di più di quello che posso capire.

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PROSEGUONO LE ATTIVITA’ A DISTANZA DELL’UNITRE DI GRUGLIASCO: LE ATTIVITA’ SPORTIVE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

"È scientificamente dimostrato che praticare attività sportiva fa bene al corpo e alla mente, quindi forza, tiratevi su dal divano!"

Iniziava così uno dei primi messaggi inviati un anno fa, all’inizio del lockdown, dall’insegnante di Pilates ai suoi alunni.

In un clima dominato dalla paura e dalle incertezze, era importante far sentire la propria presenza e regalare un momento di spensieratezza. Non meno importante era  continuare a promuovere l’attività motoria, essenziale per la salute psico-fisica di ogni persona.
Ed è per questo che, fin dalle prime settimane di chiusura, gli insegnanti delle attività sportive dell’Unitre di Grugliasco hanno fatto compagnia ai lori alunni con video lezioni delle loro discipline: Pilates, Ginnastica posturale,  Yoga, Fitness in danza e balli di gruppo.

Poi la pausa estiva, con la speranza di ritrovarsi in presenza a Ottobre e di riacquistare un po' della quotidianità persa nei mesi precedenti. E così è stato, ma purtroppo, dopo solo un solo mese di lezioni, siamo stati di nuovo costretti a sospendere le attività.

Ancora una volta non ci si doveva far prendere dallo sconforto. Ed è così che, una volta superate le prime difficoltà tecniche, dopo essersi inaspettatamente trasformati in esperti di piattaforme di videoconferenze online e dopo aver spostato qualche mobile in casa per farsi spazio, ecco tutti collegati su "ZOOM meeting" per seguire in diretta le lezioni della settimana.

Oggi siamo quasi giunti al termine di questo lungo e strano anno di attività, consapevoli che le lezioni online non potranno mai sostituire quelle in presenza. Purtroppo non è stato nemmeno facile arrivare a tutti poiché solo parte degli alunni dispone degli strumenti per partecipare alle lezioni online. Nonostante questo siamo però contenti e soddisfatti per tutti quelli che hanno partecipato alle lezioni con entuasmo e per l’impegno profuso dagli insegnanti che hanno potuto e voluto continuare a proporre i loro corsi se pur in una modalità diversa dal solito.

Ci salutiamo con la speranza di poter tornare presto in palestra.


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LA SCUOLA DI VIOLINO DELL’UNITRE DI GRUGLIASCO

Gli allievi del corso di violino dell’Unitre di Grugliasco sono molto soddisfatti dei risultati ottenuti quest’anno, malgrado tutte le restrizioni imposte dalle successive chiusure. Infatti, dopo alcune lezioni in presenza a ottobre, gli allievi Fulvio, Mario G., Silvia e Vito hanno redatto insieme all’insegnante Katerina Yarmanava un calendario di incontri online che stanno seguendo tramite Skype fino alla conclusione del corso ad aprile.
 
Il corso era nato grazie alla disponibilità del compianto maestro Italo Ferrarese il quale, in pensione dall’attività di musicista del Regio, si era offerto di insegnare i primi rudimenti di questo strumento affascinante ed eclettico. Con grande pazienza ha condotto gli allievi ad eseguire le scale, gli arpeggi, gli esercizi di tecnica del violino contenuti nel Vol. I dell’opuscolo "Tecnica Fondamentale del Violino di Alberto Curci. Col passare del tempo alcuni allievi di quel gruppo iniziale (formato in gran parte da alcuni  apprendisti liutai) hanno rinunciato, ma altri se ne sono aggiunti ed ora l’attuale nucleo,  è diventato un gruppo stabile, e anche Mario C. che a inizio anno non si era sentito di continuare in modalità online, si ripromette di rientrare nel gruppo quando si potrà  riprendere in presenza.  

Ed ecco che l’Unitre ha trovato un degno sostituto al Maestro Italo.  Katerina, di cui gli allievi apprezzano bravura, disponibilità, gentilezza e pazienza, è una giovane musicista di origine Bielorussa, che si sta perfezionando presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Oltre a continuare sul secondo volume del Curci lo studio delle tecniche,  ha proposto agli allievi anche brevi brani di autori noti,  cosa che  li ha incoraggiati ad una ulteriore crescita.

I componenti del gruppo si dichiarano molto  grati di aver avuto questa opportunità, che considerano u n regalo nella loro vita, ma se chiedete loro quando si potrà assistere ad un loro saggio nicchiano compatti. Tra le motivazioni di questa avventura intrapresa, l'aspetto ‘performativo’ non è affatto una priorità. Sentono invece fortemente il desiderio di arricchimento personale,  (malgrado l’età  - media 70),  lo spirito di sfida, ma soprattutto l'amore per la musica.

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